Scenario macroeconomico e di mercato

L’ECONOMIA INTERNAZIONALE

Il Pil globale ha registrato nel 2013 una crescita del 2,5% in linea con il 2012 (+2,6%) ma caratterizzata da una maggiore volatilità dei paesi emergenti.

La ripresa del ciclo economico per l’area euro sembra avviata, seppur a ritmi moderati. Per gli Stati Uniti, gli ultimi dati macroeconomici confermano il progressivo miglioramento dell’economia che ha indotto la Fed a ridurre le misure straordinarie a sostegno della crescita.

Tali misure hanno però impattato negativamente sui paesi emergenti con un deflusso degli investimenti ed un indebolimento delle valute locali ed un aumento dell’inflazione. Il conseguente aumento dei tassi di interesse ha determinato un rallentamento dell’economia di tali paesi.

 

CRESCITA DEL PIL MONDIALE, Variazione annua %

CRESCITA DEL PIL MONDIALE, Variazione annua %

Fonte: IHS Global Insight, Gennaio 2014

La crescita dei paesi avanzati si è attestata all’1,3% nel 2013, in rallentamento rispetto all’1,4% del 2012.

L’attività economica europea è stata condizionata dai programmi di austerità dei singoli paesi che hanno limitato la domanda interna. Tuttavia, il miglioramento sul fronte della stabilità finanziaria, l’aumento nella fiducia di consumatori e imprese ed il rafforzamento della domanda estera hanno avviato una ripresa, guidata dalla Germania e con il contributo, sempre maggiore nel corso dell’anno, dei paesi periferici. Il quadro macroeconomico complessivo rimane però fragile, l’accesso al credito ancora limitato, ed il risanamento del sistema finanziario ancora da completare. La bassa inflazione e l’elevato tasso di disoccupazione hanno impattato sui consumi privati e sull’andamento dell’economia.

La crescita del Pil dei paesi nordamericani è rallentata nel 2013 rispetto all’anno precedente, principalmente per l’inasprimento fiscale negli Usa e, in particolare, per i tagli di spesa automatici entrati in vigore dall’1 marzo (il “sequestro”). Il protrarsi del dibattito politico ha inoltre causato la chiusura di numerosi uffici federali nel mese di ottobre, sottraendo ulteriori risorse all’economia. In questo contesto, la banca centrale americana ha mantenuto una politica monetaria a sostegno dell’economia e dell’occupazione. Nonostante l’incertezza dello scenario politico, la crescita del Pil è stata sostenuta nella seconda parte del 2013 dalle spese dei consumatori e dagli investimenti in immobili residenziali; tale miglioramento ha portato l’attività economica ad una crescita annua dell’1,9% e la Federal Reserve alla riduzione delle politiche monetarie espansive (il tapering).

La crescita delle economie asiatiche è leggermente accelerata nel 2013 rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla ripresa del Giappone sostenuta da politiche monetarie e di bilancio che hanno favorito la fiducia, e quindi la spesa dei consumatori. La Cina ha avviato una nuova fase di riforma e sembra muoversi in linea con il pianificato “atterraggio morbido”, sviluppo a tassi sostenuti ma inferiori ai massimi raggiunti negli ultimi anni, con una crescita del 7,7% nel 2013.

Il Brasile, principale economia dell’America Latina, ha registrato una crescita del 2,3% nel corso del 2013 con un rallentamento nella seconda parte dell’anno; il real, come le valute di altri paesi emergenti, si è deprezzato in seguito al previsto rientro del programma di quantitative easing negli Stati Uniti, aggravando l’inflazione. La conseguente stretta monetaria della banca centrale ha pesato in particolare sugli investimenti. In Argentina, alla forte crescita dell’economia nella prima metà del 2013 ha fatto seguito la debolezza nell’ultimo trimestre dell’anno con un rallentamento nella domanda interna. L’accelerazione nel deprezzamento del peso e le attese di inflazione in ulteriore rialzo hanno prodotto un calo nella fiducia dei consumatori nel timore di una riduzione ulteriore nel loro potere d’acquisto.

Tassi di cambio

Gli elementi di tensione emersi nei mercati internazionali hanno causato un incremento della volatilità dei tassi di cambio. Le attese di riduzione degli acquisti di titoli di stato negli Usa (il cosidetto tapering) e l’associata riduzione di liquidità hanno favorito un progressivo deflusso dei capitali dai paesi emergenti, accentuando un trend di deprezzamento delle relative valute con contestuale beneficio delle valute di riserva.

Nel corso del 2013 l’euro si è rafforzato contro il dollaro, passando da una quotazione media di 1,29 (del 2012) a un valore di 1,33. L’apprezzamento dell’euro è stato particolarmente marcato nel quarto trimestre: l’euro si è infatti attestato su una media di 1,36 contro il dollaro nonostante il taglio del tasso di riferimento della Banca Centrale Europea di 25 punti base (fino allo 0,25%) a novembre.

In Asia, lo yen è stato influenzato dalla politica monetaria espansiva intrapresa dalla banca centrale per contrastare la crescita insufficiente e la deflazione. Il tasso di cambio medio dello yen rispetto al dollaro USA è passato da 79,8 del 2012 a 97,6 nel 2013 equivalente a un deprezzamento del 18%. Con l’eccezione del breve periodo di incertezza dovuta all’annuncio del programma di tapering da parte della Federal Reserve USA il 22 maggio (periodo in cui si è verificato un apprezzamento di tutte le valute di riserva), l’indebolimento dello yen è stato progressivo nel corso dell’anno.

La rivalutazione del renminbi cinese ha continuato a essere pilotata con prudenza dalle autorità monetarie cinesi, per attestarsi a una media di 6,3 renminbi rispetto al dollaro nel 2013, corrispondente ad un apprezzamento del 2,1%.

Le valute dell’America Latina si sono fortemente deprezzate rispetto al dollaro Usa nel 2013, colpite in particolare dall’annuncio della Fed di un graduale rientro degli acquisti di titoli, al quale ha fatto seguito un brusco calo del credito estero ai paesi emergenti.

Il real brasiliano ha oscillato in un intervallo tra 1,95 a oltre 2,40 USD/BRL nel 2013, attestandosi a una media di 2,16, con un deprezzamento di quasi il 10% rispetto al 2012 nonostante l’aumento del tasso di riferimento da parte della banca centrale brasiliana (dal 7,25% di marzo 2013 al 10,50% di gennaio 2014). Anche il peso argentino ha subito una decisa flessione: la media annua per il 2013 di 5,48 pesos per dollaro Usa riflette un calo del 17% rispetto al 2012, che segue un calo del 9% nel 2012. Il bolivar venezuelano è stato svalutato nel febbraio 2013 fino a portare il tasso di cambio ufficiale da 4,3 a 6,3 bolivar per dollaro statunitense.

TASSI DI CAMBIO EUR/USD

TASSI DI CAMBIO EUR/USD

Fonte: BCE

MERCATO AUTOMOBILISTICO

Autovetture e Veicoli Leggeri

Le vendite di nuovi veicoli sono aumentate del 4% a livello globale nel 2013, rispetto al +5% registrato nel 2012 (Fonte: IHS). Allo sviluppo del mercato hanno contribuito principalmente le vendite in Cina, Usa e Regno Unito.

La contrazione del mercato auto in Europa si è attenuata nel 2013, mostrando complessivamente un calo del 2% rispetto al 2012, ma con un ritorno alla crescita nell’ultimo trimestre dell’anno. La debolezza della domanda ha riguardato sia i mercati periferici sia i mercati core. La significativa crescita nel Regno Unito e quella, di minor entità in Spagna e Portogallo, non è stata in grado di compensare il calo delle vendite in Germania, Francia, Italia e Paesi Bassi. In Russia, nonostante i sussidi introdotti nella seconda parte dell’anno per favorire l’accesso al credito, le immatricolazioni hanno subito una contrazione del 6% (media 2013); il trend sconta principalmente il rallentamento dell’economia e l’interruzione degli incentivi governativi che avevano sostenuto le immatricolazioni nel 2012.

Il mercato dei paesi del Nafta ha beneficiato di un quadro macroeconomico positivo che ha sostenuto le immatricolazioni. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno recuperato nel 2013 i volumi persi in seguito alla crisi finanziaria del 2008/09 e le vendite dei veicoli leggeri sono aumentate dell’8%, crescita solo leggermente inferiore al 2012.

Misto l’andamento dei mercati in Asia: in Cina le immatricolazioni di auto sono aumentate del 15%, con un’accelerazione negli ultimi mesi dell’anno; il mercato ha beneficiato della forte espansione del numero di concessionari e del maggiore utilizzo di forme di finanziamento da parte dei consumatori. In Giappone, le vendite di autoveicoli sono lievemente calate nel 2013, risentendo negativamente della fine degli eco-incentivi governativi del 2012; tuttavia, la fine del 2013 ha registrato una ripresa degli acquisti per anticipare l’aumento delle tasse sui consumi previsto per aprile 2014.

In America Latina il mercato auto è aumentato dell’1%, condizionato da una contrazione del mercato in Brasile, dove la fine degli incentivi auto, che ha sostenuto la domanda negli ultimi due anni, insieme all’aumento del costo del credito, ha influito negativamente sulle immatricolazioni, diminuite dell’1%. Il 2013 è stato invece un anno di crescita robusta per il mercato auto in Argentina, con le vendite in crescita di oltre 10%. I consumatori hanno acquistato le auto come “bene rifugio” dato l’alto livello di inflazione.

Veicoli Commerciali

Dopo il calo del 7% nella domanda globale di veicoli commerciali nel 2012, il mercato si è stabilizzato nel 2013; positivo l’andamento delle vendite nei mercati emergenti, mentre i mercati maturi sono tornati alla crescita solo negli ultimi mesi dell’anno. Cina e Sud America si sono distinti come i mercati più dinamici, registrando una crescita a doppia cifra nel 2013.

Le vendite di veicoli commerciali in Europa occidentale hanno segnato una lieve crescita (+1%), principalmente grazie all’andamento dell’ultimo trimestre del 2013. Le nuove immatricolazioni di autocarri pesanti sono aumentate del +6% rispetto al 2012, con una netta accelerazione negli ultimi mesi dell’anno a causa dell’introduzione delle norme Euro VI (in vigore da gennaio 2014). Come per le auto, il Regno Unito e la Spagna hanno contribuito maggiormente alla crescita, mentre i mercati tedeschi e francesi hanno subito un leggero calo. Il mercato italiano è rimasto il più debole tra i mercati principali con un calo dell’8% nelle vendite di veicoli oltre le 3,5 tonnellate. In Russia si è assistito ad una riduzione del mercato di veicoli commerciali in linea con la debolezza della produzione industriale, alla quale si è sommata l’introduzione di una tassa relativa al riciclo sui veicoli importati (estesa anche ai veicoli di produzione locale dal gennaio 2014).

Negli Stati Uniti è proseguito il trend di moderata ripresa della domanda veicoli pesanti avviato dalla metà del 2012; lo sviluppo del mercato ha registrato un’accelerazione degli acquisti nella seconda parte del 2013, grazie alla maggiore attività del settore edile. Il 2013 si è concluso con un aumento dell’1% rispetto all’anno precedente, +10% per il mercato dei veicoli leggeri.

In Asia, la Cina è tornata a rappresentare il motore della crescita del mercato dei veicoli commerciali, dopo la flessione del 2012. La domanda di veicoli commerciali è cresciuta a doppia cifra nel 2013, spinta dall’implementazione di normative sulle emissioni all’inizio del 2014. Al contrario, il mercato giapponese dei veicoli pesanti, dopo un aumento del 16% nel 2012, ha rallentato ed è rimasto stabile ai livelli dell’anno precedente.

In America Latina le vendite dei veicoli commerciali hanno segnato una crescita robusta nel 2013. Il Brasile ha ripreso a crescere dopo la forte contrazione del 2012, anno in cui l’introduzione di normative sulle emissioni aveva fatto anticipare molte vendite al 2011; le vendite di veicoli commerciali sono aumentate del 15% nel 2013 dopo il –20% nell’anno precedente. Come per le auto, in Argentina il 2013 è stato un anno di crescita a doppia cifra sia per le vendite sia per la produzione di veicoli commerciali.

Mercato degli Pneumati

Segmento Consumer

Il mercato globale degli pneumatici Consumer è stato pari a circa 1,4 miliardi di unità nel 2013, segnando un progresso del 3,5%, dopo il leggero calo dell’anno precedente. Le regioni che hanno contribuito maggiormente alla crescita sono state l’Asia Pacifico e il Latam, mentre i paesi maturi hanno avuto una crescita più modesta. Il mercato Premium ha confermato una crescita sostenuta, pari a circa il 9% a livello globale.

Il mercato Europa degli pneumatici ha chiuso il 2013 con volumi di vendita sostanzialmente in linea con l’anno precedente. In particolare, sia il canale primo equipaggiamento sia il canale ricambi hanno mostrato un trend positivo a partire dal terzo trimestre dell’anno, sostenuto dal progressivo miglioramento della fiducia dei consumatori. Il mercato Premium in Europa è tornato a crescere ad un tasso superiore alla media di mercato dopo un 2012 in lieve calo. In Russia, il mercato Consumer ha registrato tassi negativi nel primo equipaggiamento così come nel segmento Summer del canale ricambi; tale andamento sconta la debolezza dell’economia locale che ha risentito della flessione nei prezzi delle materie prime.

Nei paesi dell’area Nafta, le vendite Consumer nel canale primo equipaggiamento hanno seguito il buon andamento della produzione di veicoli registrando un +5% nel 2013 (+17% nel 2012). Le vendite nel canale ricambi, senza le importazioni, hanno invece subito una flessione dell’1% nel corso dell’anno; +4% il risultato inclusivo delle importazioni, in crescita negli ultimi quattro mesi del 2013.

In Cina, grazie allo sviluppo di immatricolazioni e produzione di veicoli, le vendite degli pneumatici per il primo equipaggiamento hanno registrato una crescita del 17% nel 2013. Il mercato giapponese, dopo il forte aumento del 2012 legato all’incremento nella produzione di automobili, ha visto le vendite del canale primo equipaggiamento calare del 4%, mentre nel canale ricambi le vendite sono aumentate del 4%.

Grazie al buon andamento di Brasile e Argentina, il mercato degli pneumatici in Sud America si è sviluppato positivamente in entrambi i segmenti di attività nel 2013.

Vendite pneumatici, mercato Consumer  2010201120122013
Europa*  Primo equipaggiamento  13%  3%  -9%  0% 
Ricambio 8% 3% -12% 0% 
Nafta  Primo equipaggiamento  39%  10%  17%  5% 
Ricambio 4% -1% -5% -1% 
Sud America**  Primo equipaggiamento  13%  2%  0%  6% 
Ricambio 11% 7% 1% 9% 
Cina  Primo equipaggiamento  31%  2%  7%  17% 
Giappone  Primo equipaggiamento  20%  -13%  19%  -4% 
Ricambio 9% 8% -1% 4% 

* inclusa Turchia, esclusa Russia.
** Argentina, Brasile e Venezuela.
Nota: i dati escludono le importazioni tranne per il Sud America dove il ricambio include le importazioni in Brasile.
Fonte: stime Pirelli.

Segmento Industrial

Il mercato globale degli pneumatici radiali nel segmento Truck è stato di 140 milioni di unità nel 2013, una crescita del 3% rispetto al 2012, grazie principalmente a Cina (il mercato più grande con circa il 40% del mercato globale), Brasile ed Europa.

Il mercato pneumatici Industrial Europa (inclusa la Turchia), dopo un calo delle vendite nel 2012, ha ripreso a crescere nel 2013 segnando un aumento del 6% nel primo equipaggiamento e del 7% nel canale ricambi (al netto dell’importato).

Nei paesi Nafta, dopo tre anni di espansione, le vendite di coperture per il primo equipaggiamento sono diminuite del 4% nel 2013 (al netto dell’importato), mentre quelle del canale ricambi hanno registrato un +2% dopo una contrazione dell’anno precedente.

In Asia, grazie alla ripresa nelle immatricolazioni e nella produzione di veicoli commerciali nel 2013, le vendite degli pneumatici per il primo equipaggiamento in Cina hanno registrato un forte aumento, pari al 17%. L’andamento del mercato degli pneumatici nel canale ricambi è stato positivo con un risultato del +3%. In Giappone, le vendite del canale primo equipaggiamento sono rimaste sostanzialmente invariate rispetto all’anno precedente, mentre il canale ricambi, con un segno positivo del 6% ha recuperato la flessione dell’anno precedente.

In Sud America, lo sviluppo della produzione di veicoli commerciali in Brasile e Argentina si è riflesso sulle vendite degli pneumatici per il primo equipaggiamento, in aumento del 34% nel 2013 dopo il –29% nell’anno precedente; anche nel canale ricambi le vendite hanno visto una ripresa +10% rispetto al calo del 2012.

Vendite pneumatici, mercato Industrial 2010201120122013
Europa*  Primo equipaggiamento  57% 32% -8% 6%
Ricambio 18% -1% -17% 7%
Nafta  Primo equipaggiamento  30% 55% 5% -4%
Ricambio 18% 35 -11% 2%
Sud America**  Primo equipaggiamento  47% 11% -29% 34%
Ricambio 23% 2% -4% 10%
Cina  Primo equipaggiamento  53% -15% -19% 17%
Ricambio 10% 1% -4% 3%
Giappone  Primo equipaggiamento  37% -2% 15% 1%
Ricambio 14% 7% -4% 6%

* inclusa Turchia, esclusa Russia.
** Argentina, Brasile e Venezuela.
Nota: i dati escludono le importazioni tranne per il Sud America dove il ricambio include le importazioni di Brasile.
Fonte: stime Pirelli.

Materie prime

La modesta crescita globale del 2013 ha limitato l’inflazione ed i prezzi delle materie prime. Il petrolio Brent, con un prezzo medio di 109 dollari al barile nel 2013, ha subito un leggero deprezzamento rispetto alla media di 112 dollari dell’anno precedente. Mentre tensioni geopolitiche in Siria hanno dato una spinta alle quotazioni del greggio nella prima parte del 2013, la maggiore produzione di idrocarburi dei paesi non-OPEC, in particolare degli USA, ha ridotto le tensioni sull’offerta, rendendo il prezzo del Brent abbastanza stabile durante l’anno.

L’andamento del prezzo della gomma naturale (TSR20), invece, ha risentito sia dell’indebolimento della domanda in Europa ed in Cina sia dell’incremento della produzione; quest’ultimo elemento si è determinato in seguito alla salita dei prezzi della commodity degli anni 2005-2008 ed i relativi investimenti in area coltivata. Il prezzo medio di acquisto di 2.518 dollari Usa/tonnellata per il 2013 è inferiore del 20% rispetto al prezzo medio di 3.156 dollari Usa/tonnellata del 2012.

Anche i prezzi del butadiene, la materia principale per la produzione della gomma sintetica, hanno segnato una flessione nel 2013, colpiti da una domanda debole e dall’eccesso di offerta. I prezzi sono scivolati sotto 1.000 euro a tonnellata (750 euro la media di agosto) per la prima volta dal marzo del 2010 ed il prezzo medio di acquisto del 2013 si è attestato a 1.108 euro a tonnellata, -37,5% rispetto alla media dei prezzi dell’anno precedente.

PREZZI MATERIE PRIME

PREZZI MATERIE PRIME

PREZZI MATERIE PRIME

PREZZI MATERIE PRIME

Fonte: IHS Global Insight